Usa, a 14 anni sfida il potere degli anziani: il baby candidato a governatore del Vermont che vuole salvare “uno Stato morente”

Usa, a 14 anni sfida il potere degli anziani: il baby candidato a governatore del Vermont che vuole salvare “uno Stato morente”

Studente di un liceo nel nord dello Stato, ha deciso di candidarsi alla carica più alta, puntando soprattutto sul consenso dei giovani e sulla necessità di ringiovanire una popolazione sempre più anziana. «Spero che la mia scelta incoraggi altri ragazzi a mettersi in gioco», ha spiegato. Se vincesse le elezioni del 3 novembre 2026, Roy diventerebbe il più giovane governatore della storia americana. Il Vermont, infatti, non prevede un’età minima per la candidatura, a differenza di molti altri Stati. Non sarebbe comunque il primo giovanissimo a provarci: nel 2018 il tredicenne Ethan Sonneborn si era già candidato alle primarie, senza successo. Il più giovane governatore effettivamente eletto resta Stevens Mason, che nel 1835 aveva 24 anni.br br Roy non è solo in questa avventura: il suo compagno di classe Charlie Bass, anche lui quattordicenne, corre come vicegovernatore. Entrambi stanno raccogliendo le 500 firme necessarie per ufficializzare la candidatura e ne mancano ormai poche decine. Il Vermont è uno dei due Stati, insieme al New Hampshire, in cui il governatore viene eletto ogni due anni.br br Al centro del programma di Roy c’è l’emergenza abitativa, che definisce il problema più grave dello Stato. Figlio di piccoli imprenditori, propone la costruzione di case dal costo massimo di 150 mila dollari, per permettere alle nuove generazioni di acquistare un’abitazione e convincere giovani coppie a trasferirsi in Vermont. «La popolazione sta invecchiando rapidamente – sostiene – e senza nuovi lavoratori la nostra economia rischia di fermarsi». Con un’età media di 43 anni, il Vermont è infatti tra gli Stati più anziani degli Usa.br br Pur richiamando temi cari a figure come il senatore Bernie Sanders, 84 anni e molto popolare tra i giovani, Roy non si riconosce pienamente né nei democratici né nei repubblicani: giudica il movimento Maga troppo a destra e il Partito democratico locale troppo a sinistra. Qualunque sia l’esito delle elezioni, una cosa è certa: il suo interesse per la politica non si fermerà qui.


User: Corriere della Sera

Views: 1.8K

Uploaded: 2025-12-27

Duration: 00:48